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16

mag

2010

Co2

Pubblicato da Giuliseo

Il CO2, è un gas, chiamato anidride carbonica. E’ incolore e inodore. E’ un gas velenoso solo alle alte concentrazioni, oltre il 30%, e il suo uso più conosciuto, oltre a metterlo nelle bevande per farle gassate, è come materiale refrigerante, il famoso ghiaccio secco, che si ottiene raffreddando il CO2 a -80 °C.

 

Le piante, anche quelle  acquatiche, durante il giorno, consumano anidride carbonica trasformandola per sintesi clorofilliana in ossigeno. La fotosintesi é il processo attraverso il quale le piante si procurano il cibo usando la luce solare, l’acqua e l’anidride carbonica.

La caratteristica fondamentale delle piante è quella di riuscire ad ottenere energia direttamente dall’ambiente circostante senza consumare altri organismi. Questo processo si sostanzia nella loro capacità di ottenere energia dalla luce solare, dall’anidride carbonica e dall’acqua. L’energia luminosa incamerata viene utilizzata dalla pianta per rompere le molecole dell’acqua in idrogeno e ossigeno. A sua volta l’idrogeno si lega con la quantità di anidride carbonica presente in acqua, e ovviamente con l’ossigeno, per formare il glucosio che non è altro che uno zucchero molto energetico utilizzato appunto per la crescita. In questa fase della fotosintesi parte dell’ossigeno avanza e quindi viene rilasciato dalla pianta come sostanza eccedente di scarto. Tutto questo risulta fondamentale per la sopravvivenza di molti altri organismi.

Nell’acquario

Una volta presa coscienza di come avviene la fotosintesi clorofilliana, bisogna sottolineare come le piante non siano perfettamente in grado di aumentare o diminuire questo processo autonomamente, nel senso che tutto dipende dai fattori ambientali fondamentali circostanti. La mancanza, o la disponibilità minima di uno di essi inevitabilmente si ripercuote sull’intero processo minando la salute e la crescita della pianta stessa. In natura di solito tutte le componenti fondamentali sono disponibili, ma in acquario la situazione è ben diversa: spesso si da importanza a determinati elementi e poco ad altri con la conseguenza che la fotosintesi risulterà limitata. I fattori che possono rappresentare un successo nella coltivazione delle piante acquatiche o al contrario una limitazione se non dosati adeguatamente sono: i nutrienti, la luce, la temperatura, l’anidride carbonica.

 

 

L’anidride carbonica

Un fattore decisamente da non trascurare nel processo della fotosintesi è l’anidride carbonica. Le piante acquisiscono questo nutriente dall’acqua, ma se non è presente in quantità sufficienti devono ottenerlo da altri composti di carbonio. Ma non tutte riescono in questa impresa e la fertilizzazione di anidride carbonica in acquario rappresenta il vero elemento capace di far fare il vero salto di qualità all’acquariofilo appassionato. Molte piante riescono a raggiungere la superficie dell’acqua e ad ottenere questo elemento direttamente dall’atmosfera. Analoga situazione propongono le piante galleggianti che riescono a diffondersi rapidamente grazie a questo vantaggio indiscutibile. Oggi la tecnica mette a disposizione diversi accorgimenti per fertilizzare in maniera efficiente con anidride carbonica. Esistono in commercio molti impianti di erogazione (consultate l’articolo nella sezione La Tecninca in acquario del sito) che vi permettono di dosare questa componente in maniera che sia sufficiente alla crescita delle piante e non sia nociva alla salute dei pesci. Se davvero volete avere una fitta vegetazione in acquario la CO2 è un elemento imprescindibile, in quanto insufficiente nella maggior parte degli acquario e quindi vero fattore limitante della fotosintesi.

 

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